Le Detrazioni Fiscali per l’acquisto di un montascale fisso

detrazioni fiscali per acquistare un montascale

Installare un servoscala fisso è una decisione che comporta indubbiamente una certa spesa. Ma considerando il modo in cui un montascale a poltroncina installato in casa è in grado di migliorare la qualità della vita di chi lo utilizza, ad esempio un anziano a cui di fatto restituisce il piacere di una quotidiana libertà di movimento, diventa evidente come saliscale e montascale sono un vero e proprio investimento, più che una spesa.

E per affrontare questo investimento in tutta serenità è possibile usufruire di detrazioni fiscali che la legge prevede per l’acquisto di un servoscala fisso e per interventi di ristrutturazione sugli immobili atti all’abbattimento di barriere architettoniche.

Le spese affrontate per l’installazione o l’acquisto di un saliscale fisso o di un ascensore, infatti, si possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi con diverse modalità, comportando un risparmio che va dal 19% al 50% dell’importo totale.

Cercheremo ora di offrirvi un quadro quanto più completo e dettagliato possibile in materia di detrazioni fiscali per il vostro montascale fisso e sulla procedura da seguire per farne richiesta, precisando che la normativa vigente è sottoposta a continue modifiche. Consigliamo quindi di rivolgersi comunque al proprio consulente fiscale, per verificare che tali norme siano ancora applicabili e in vigore.

 

Quali sono le detrazioni fiscali previste per i montascale fissi?

La materia è disciplinata a partire dalla legge 13 del 9/01/1989, che per prima si è occupata di “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati”. La legge 13/89 mira innanzi tutto alla progettazione di edifici privi sul nascere di barriere architettoniche, ma al tempo stesso prevede che l’immobile sia progettato in modo tale da includere “accorgimenti tecnici idonei alla installazione di meccanismi per l’accesso ai piani superiori, ivi compresi i servoscala, laddove delle barriere siano presenti e vadano quindi risolte. Per questo motivo, mette a disposizione dei contributi fiscali, sfruttabili quindi sia per opere di ristrutturazione che per l’acquisto e l’installazione di servoscala o montascale fissi. Approfondiremo meglio tutto ciò che riguarda i contributi fiscali previsti dalla legge 13/89 nella sezione apposita.

 

Vediamo, invece, come a partire da questa legge le successive disposizioni in materia, quali il DPR n. 917 del 22 dicembre 1986 e successive modifiche (testo unico delle imposte sui redditi), hanno ampliato le regole e le agevolazioni previste. In particolare:

  • ai sensi dell’art. 13-bis del DPR n. 917 è prevista una detrazione Irpef del 19% a titolo di spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile. Tra le spese ammesse in modo integrale alla detrazione del 19% rientrano quelle per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per adeguamento della legge 13/89, tra cui la nuova installazione o la sostituzione di un ascensore affinché le sue dimensioni siano idonee a quelle delle sedie a rotelle, la modifica o la sostituzione di gradini e scale interni ed esterni, la nuova installazione o la sostituzione di montacarichi e in generale di mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento del disabile. L’importo massimo sul quale calcolare la detrazione è di 2.582,28 € complessivi per ciascun anno d’imposta.
  • è possibile anche usufruire di una detrazione fiscale pari al 50% delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia, fino a un tetto massimo di 96.000 € per singola unità immobiliare, ai sensi dell’art. 16-bis del DPR n. 917/1986. La soglia della detrazione è aumentata dal 36% al 50%, con il massimale precedentemente fissato a 48.000 €, grazie al Decreto Legge n. 83/2012 approvato dal Governo Monti in vigore dal 26 giugno 2012, e per effetto della legge di stabilità 2015 sarà applicabile sino al 31 dicembre 2015. Vige di conseguenza il principio di cassa, ovvero farà fede la data del bonifico delle spese sostenute, in ogni caso effettuate non prima del 26 giugno 2012 e non oltre il 31 dicembre 2015.

 

Le due modalità di detrazione sono cumulabili tra loro ma non sono contemporaneamente fruibili. Ciò vuol dire che è possibile, ad esempio, fruire in un primo momento della detrazione fiscale del 50% e sfruttare successivamente quella del 19% sulla parte di spesa eccedente.

Non solo: sia la detrazione fiscale del 19% che quella del 50% sono cumulabili con i contributi fiscali messi a disposizione dalla legge 13/89.

 

Detrazione del 19% per spese sanitarie e mezzi di ausilio (art. 13-bis DPR n. 917 del 22/12/1986).

Questa detrazione può essere sfruttata dai contribuenti riconosciti come disabili dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge 104/92. Secondo il testo di tale legge, rientrano nella definizione di ‘disabili’, le persone che “presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”. Se riconosciuti ‘invalidi’ da altre Commissioni mediche pubbliche preposte al riconoscimento dell’invalidità, anche gli invalidi civili, di lavoro, di guerra, ecc. usufruiscono della detrazione fiscale del 19%. Non è condizione indispensabile la fruizione di un assegno di accompagnamento e la detrazione si applica sia direttamente che indirettamente, cioè anche nei confronti dei soggetti che abbiano fiscalmente a carico il disabile. Per usufruire di questa detrazione, basta seguire lo stesso iter che si segue per le detrazioni sulle spese mediche: conservare le fatture e le ricevute di spesa e dichiararle. Così facendo, nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stato installato il montascale fisso, si potrà applicare la detrazione.

 

Detrazione del 50% delle spesa complessiva per interventi di ristrutturazione edilizia (DL n. 83 del 22/06/2012 – “Decreto Sviluppo”).

Hanno diritto alla detrazione fiscale del 50% tutte le persone fisiche che ristrutturano un immobile posseduto a qualsiasi titolo (proprietà, locazione, usufrutto, ecc.) entro il 31 dicembre 2015. Non è necessario che la residenza sia nell’immobile sul quale si interviene. Anche chi acquista un immobile ristrutturato da imprese di costruzione o cooperative entro il 30 giugno 2016 gode delle stesse detrazioni (purché la ristrutturazione sia terminata alla data del 31 dicembre 2015).

Sebbene queste detrazioni siano intese ad agevolare lavori di ristrutturazione edilizia finalizzati alla rimozione di barriere architettoniche, sempre nel quadro della legge 13/89, non è condizione indispensabile quella di essere soggetto disabile o invalido civile (legge 118/1971 e successive modifiche).

Le modalità per poter usufruire della detrazione del 50% per ristrutturazioni sono le stesse già previste per l’ex bonus del 36%, così come regolamentate dalla legge 449/1997. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario o postale indicando la specifica causale del versamento (ovvero: lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista dall’art. 16-bis del D.P.R. 917/1986) e il codice fiscale di entrambe le parti (o partita IVA dell’impresa di costruzioni/ristrutturazioni). È strettamente necessario conservare le fatture o le ricevute fiscali degli acquisti e delle prestazioni detraibili, insieme alle ricevute dei bonifici quali prova dell’avvenuto pagamento. Sui bonifici effettuati sarà applicata una ritenuta fiscale dell’8% (aumentata in seguito alla legge di stabilita 2015) ed inoltre, sui lavori e i materiali, è prevista un’aliquota IVA agevolata al 10%.